CURIOSITÀ

Alfonsina Strada, il destino nel cognone: l'unica 'Lei' al Giro d'Italia

 

Alfonsina Strada, che "La Gazzetta dello Sport", organizzatrice del Giro d'Italia, chiamò Alfonsin nella lista degli iscritti, perché temeva, o forse si vergognava ad avere una donna in una corsa per uomini. Alfonsina Strada, che aveva un cognome perfetto per una che correva in bicicletta con Bottecchia e Brunero, Girardengo e Aymo, Belloni e Sivocci, poco asfalto e moltissimo sterrato, ghiaia, sassi e fossi.Alfonsina Strada, che partecipò al Giro d'Italia del 1924, 3613 chilometri in 12 tappe, media 301 chilometri a tappa, da Milano fin giù a Taranto, e da Taranto fin su a Fiume, e da Fiume fin là a Milano, un giorno sì e un giorno no, per recuperare le forze e restaurare la bici. Alfonsina Strada, la prima e unica donna che - nella storia - abbia partecipato al Giro d'Italia degli uomini. Un record imbattuto, anzi, imbattibile.

ROMA - Alfonsina Strada, che "La Gazzetta dello Sport", organizzatrice del Giro d'Italia, chiamò Alfonsin nella lista degli iscritti, perché temeva, o forse si vergognava ad avere una donna in una corsa per uomini. Alfonsina Strada, che aveva un cognome perfetto per una che correva in bicicletta con Bottecchia e Brunero, Girardengo e Aymo, Belloni e Sivocci, poco asfalto e moltissimo sterrato, ghiaia, sassi e fossi.Alfonsina Strada, che partecipò al Giro d'Italia del 1924, 3613 chilometri in 12 tappe, media 301 chilometri a tappa, da Milano fin giù a Taranto, e da Taranto fin su a Fiume, e da Fiume fin là a Milano, un giorno sì e un giorno no, per recuperare le forze e restaurare la bici. Alfonsina Strada, la prima e unica donna che - nella storia - abbia partecipato al Giro d'Italia degli uomini. Un record imbattuto, anzi, imbattibile.

Pronti, via, e Alfonsina va in fuga, una donna sola al comando. Pedala e ricorda, pedala e suda, pedala e accusa, pedala e beve, pedala e giura, pedala e sogna, pedala e racconta. Quando portava in bici le sorelle, una davanti e l'altra dietro. Quando i paesani la chiamavano "la matta". Quando gli spettatori le spiavano le gambe. Quando arrivò in fondo al Giro, però non proprio in fondo alla classifica. Quando finalmente la pagavano per correre, e finalmente poteva comperare gonne e regalare camicette. Quando si lanciava con la bici giù da un trampolino, 12-15 metri di volo, e giù anche applausi. Quando aprì un'officina per bici e motocicli, a Milano, fino a quell'accensione che la spense. Aveva 68 anni. Atleta ribelle, donna coraggiosa, moglie affettuosa. Unica, mitica, teatrale.